Cura agorafobia e claustrofobia

Dottor Fabrizio De Angelis

Affidati con tranqulllità al Dott. Fabrizio De Angelis per la cura e risoluzione completa di disturbi collegati all'agorafobia e claustrofobia presso i suoi studi di Terni e Viterbo.

Che cosa è l'agorafobia

Tra le forme di disturbo da attacchi di panico più citate nella letteratura specialistica troviamo l'agorafobia: la paura di stare da soli o di allontanarsi da soli da luoghi ritenuti sicuri. 
Si può, in altre parole, affermare che essa rappresenta una delle forme essenziali associata al disturbo da panico e tra esse, forse, la più frequente tra quelle gravemente invalidanti: di solito generalizzata, costringe la persona che ne è affetta a una vita di limitazioni per evitare l'attacco di panico oppure a cercare la presenza rassicurante di qualcuno pronto ad intervenire. Il più delle volte questi soggetti strutturano letteralmente la propria vita in modo da non rimanere mai soli quando escono di casa, o da luoghi ritenuti rassicuranti in virtù della presenza di persone al corrente del loro problema, e pertanto vissute come protezione.
Di solito, anche la vita affettiva risulta fortemente influenzata da questo tipo di disturbo fobico. La coppia appare come una relazione sbilanciata, di dipendenza da parte del soggetto disturbato e di aiuto da parte del partner. Oppure la persona agorafobica mantiene un legame di stretta dipendenza dalla famiglia di origine, laddove i genitori rappresentano i suoi punti di riferimento e aiuto costante.

Non di rado sia il coniuge sia i genitori sono vissuti come protettori che si alternano con la loro presenza. Il disturbo da attacchi di panico con agorafobia rappresenta una patologia così pesante da limitare la vita non solo di chi ne è affetto ma anche delle persone a cui è affettivamente legato. A questo riguardo, credo che non esista migliore definizione delle parole con le quali Fernando Pessoa descrive il proprio stato: " Porto addosso le ferite delle battaglie che ho evitato" (Nardone 2003).

Soluzioni all'agorafobia

Grazie ad un protocollo specifico di trattamento messo a punto dal Professor Nardone e dai suoi collaboratori, è possibile liberarsi in tempi brevi da questa forma di paura patologica e ritrovare la libertà perduta, con la possibilità di poter esprimere a pieno il proprio potenziale. 
"Viviamo nella paura ed è così che non viviamo" (Gotayama Buddha).

La claustrofobia

Molto spesso all'agorafobia si associa la paura apparentemente opposta: la claustrofobia, il timore degli spazi chiusi dai quali non si può uscire immediatamente nel caso sopraggiunga l'attacco di panico. Chiaramente è proprio la paura di non avere facile via d'uscita a scatenare il panico ogniqualvolta il soggetto si trova in queste situazioni. Spesso la fobia non riguarda solo i luoghi chiusi -ascensori, banche con porte di sicurezza- ma anche situazioni in cui l'allontanamento potrebbe esporre il soggetto a figure imbarazzanti agli occhi degli altri: riunioni professionali, pranzi o cene al ristorante, proiezioni cinematografiche, concerti e via dicendo.
Talvolta, nella sua associazione con l'agorafobia, il disturbo coinvolge anche le autostrade, che non possono essere abbandonate a piacimento. Per non parlare dei tunnel, nei quali si aggiunge la realtà di un ambiente chiuso e opprimente. Quando questa paura patologica non è associata ad altre fobie può divenire davvero limitante per la vita di chi ne soffre, poichè la percezione claustrofobica può generalizzarsi ed esplodere anche in circostanze all'apparenza non giustificate, come passeggiate in una strada affollata o fare la coda ad uno sportello. Nel caso della claustrofobia, come nel caso dell' agorafobia, la persona tende a evitare le situazioni temute e nella forma più esasperata non riesce ad affrontarle nemmeno con la presenza rassicurante di altri ( Nardone 2003).

Soluzioni alla claustrofobia

Grazie al protocollo specifico di trattamento, messo a punto dal Professor Nardone e dai suoi collaboratori è possibile riberarsi in tempi brevi da questa forma di paura patologica.
"Guarda la paura in faccia e questa cesserà di turbarti" (Sri Yukteswar). 

 

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